Radio K55
Data di pubblicazione: 02/04/2025 alle 15:37
(Adnkronos) – Il Parlamento europeo ha approvato oggi a Strasburgo, nella plenaria, il rapporto sulla politica di difesa e di sicurezza comune 2024, con 399 voti a favore, 198 contrari e 72 astenuti. Hanno votato sì il Ppe, compresa Forza Italia, l’S&D (Pd incluso, a parte gli indipendenti), Renew Europe, una parte dell’Ecr (non Fdi) e buona parte dei Verdi/Ale (non gli italiani, che hanno votato no). Contro hanno votato una parte dell’Ecr e alcuni socialisti, tra cui Cecilia Strada e Marco Tarquinio, indipendenti del Pd, oltre all’estrema destra dell’Esn e ai Patrioti, Lega inclusa, più alcuni Verdi tra cui gli italiani, come detto. Contro anche la Left, inclusi i Cinquestelle. Astenuti parte dell’Ecr, tra cui Fdi, e altri deputati di vari gruppi. "Siamo soddisfatti per il voto favorevole della nostra delegazione alla relazione relativa all’attuazione della politica di sicurezza e difesa comune. Con altri colleghi voteremo anche gli emendamenti relativi al Libro bianco sulla Difesa europea e sul piano von Der Leyen, convinti che rappresentino un primo necessario passo per la costruzione di una difesa comune europea", si leggeva in una nota della vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno e l'eurodeputato Giorgio Gori. "Riteniamo – avevano aggiunto gli esponenti Dem – che la mediazione ottenuta sia preziosa e abbia permesso di non distinguere la delegazione dal gruppo socialista. È importante continuare il cammino verso l’implementazione di una vera difesa comune europea, superando l’attuale frammentazione, a partire dal programma Safe (Security Action For Europe) che l'intero gruppo sosterrà e dal varo del programma Edip". "Crediamo fortemente che l’Europa come sosteneva Altiero Spinelli debba essere 'una terza forza' autonoma ed indipendente, in cui difesa, sicurezza, energia e industria diventino gli asset strategici per garantire pace e stabilità", hanno concluso Gori e Picierno. "Una follia dietro l'altra. Oggi il Parlamento europeo ha detto sì a un rapporto in cui hanno infilato un emendamento che dà letteralmente un bel 'Welcome' al Piano 'ReArm'. Per noi il riarmo non è affatto benvenuto: abbiamo votato contro. Questi signori vanno avanti sulla strada di un piano da 800 miliardi in armi, utilizzando risorse destinate alle emergenze dei cittadini su sanità e bollette per ingrassare le industrie delle armi. Non c'è ombra di difesa comune, solo un pericolosissimo riarmo dei singoli Stati che fa brindare i tedeschi e piangere l'Italia. Dobbiamo farci sentire, fermare questo piano scellerato del governo Meloni e della Commissione europea. Il 5 aprile tutti in piazza a Roma", ha scritto Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, sui social, aggiungendo poi l'hashtag fermiamoli. “Ancora una volta sulla politica estera e di difesa le forze di governo si dividono, stavolta non in due tronconi ma addirittura in tre. Fratelli d’Italia in modo pilatesco si astiene su entrambi i testi votati al Parlamento europeo, la Lega vota contro, Forza Italia a favore. La maggioranza non esiste più. Giorgia Meloni ne prenda atto”, ha detto dal canto suo Gaetano Pedullà, vicecapodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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