Radio K55
Data di pubblicazione: 04/04/2025 alle 14:59
(Adnkronos) – Studiare la Laguna per conoscere e capire la natura e la biodiversità, ma anche il rapporto plurisecolare tra l'uomo e questo particolare ambiente, dove città ed ecosistema convivono in un delicato equilibrio. Questo, in particolare, il filo delle attività del Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue, che tra gli appuntamenti più importanti del 2025 ospita la restituzione del progetto di ricerca realizzato dall'Università Ca' Foscari di Venezia: la scoperta di un particolare sito archeologico sommerso nella laguna di Venezia, in località Lio Piccolo, Cavallino-Treporti. È qui che indagini stratigrafiche subacquee avviate nel 2021 hanno portato alla luce una vasca in mattoni e tavole di legno contenente circa 300 gusci di ostriche: una struttura databile al I secolo d.C. e interpretata come un antico 'ostriarium': uno spazio destinato al mantenimento in vita di questi molluschi prima del loro consumo. Ad oggi, una scoperta unica in Italia, che trova un solo confronto noto nella laguna di Narbonne, in Francia. Una parte di questi significativi rinvenimenti, reperti, immagini, video delle operazioni di scavo subacqueo e delle attività di ricerca, nonché un modello tridimensionale del sito archeologico lagunare saranno esposti al Museo di Storia Naturale dal 16 aprile al 2 novembre 2025: un allestimento che restituisce i primi risultati di questo progetto di ricerca, fornendo ulteriori informazioni sugli abitanti della Laguna in epoca imperiale romana e che, non ultimo, mette in luce l’importanza di un lavoro di ricerca scientifica interdisciplinare che ha coinvolto archeologi, geologi, biologi, per restituire al pubblico i risultati di questa indagine e invitare alla scoperta e conoscenza della ricchezza della Laguna. Il sito archeologico di Lio Piccolo, segnalato nel 1988 da Ernesto Canal che, per primo, aveva ipotizzato di vedervi i resti di una villa romana, si trova lungo la riva meridionale di Canale Rigà. Sul fondo della vasca sono stati rinvenuti circa 300 gusci di ostrica comune (Ostrea edulis), specie gradualmente scomparsa dalla Laguna nella seconda metà dell’Ottocento, ed alcuni gusci di altri bivalvi, come i canestrelli. Le paratie, come avveniva nelle peschiere a mare di età romana, permettevano probabilmente l’isolamento tra le diverse specie. Le analisi dendrocronologiche e la datazione al Carbonio 14 delle parti in legno portano a datare la costruzione della struttura nella metà del I secolo d.C. A contatto con il vivarium si trovano delle fondazioni in mattoni sorrette da una selva di pali in quercia che dovevano appartenere a un edificio piuttosto importante costruito nello stesso periodo. Centinaia di frammenti di affresco, tessere di mosaico e alcune lastrine di marmi pregiati fanno interpretare l’edificio come una possibile villa di lusso, forse proprio una di quelle ville marittime che Marziale, alla fine del I secolo d.C., colloca nei lidi di Altino. Tra i rinvenimenti più importanti, anche una gemma preziosa che doveva ornare la montatura di un anello di una persona molto agiata frequentatrice dell'ostriarium. Il Museo, che conserva importantissime collezioni scientifiche dei più grandi scienziati e naturalisti locali, continua ancora oggi a studiare la Laguna, per comprendere il rapporto così unico che lega la città al suo territorio e garantire la continua documentazione fisica dell’ambiente e delle sue trasformazioni. Una missione che può realizzarsi solo collaborando con le altre realtà istituzionali che lavorano e studiano la Laguna nei suoi più diversi ambiti ed aspetti. In quest'ottica nasce la collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca' Foscari, per valorizzare un progetto di ricerca che ci offre inedite informazioni sulle attività ittiche in Laguna ai tempi della Roma Imperiale. La laguna di Venezia è, quest'anno più che mai, il tema che collega le attività del museo. Attraverso esposizioni, conferenze e incontri – come i prossimi appuntamenti estivi al museo – il Museo di Storia Naturale di Venezia si impegna a rendere accessibili le conoscenze acquisite, coinvolgendo non solo gli esperti del settore, ma anche il pubblico più ampio. La divulgazione diventa così l'ultimo, ma indispensabile tassello, di un percorso che valorizza il passato per comprendere meglio il presente e il futuro della laguna di Venezia. Il progetto di ricerca dell'Università Ca' Foscari di Venezia – Dipartimento di Studi Umanistici è reso possibile grazie a finanziamenti dell'Ateneo, del Comune di Cavallino Treporti, del progetto Changes Pnrr e di un progetto Prin-Pnrr, in collaborazione con il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova (professor Paolo Mozzi) e il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze (professoressa Adele Bertini). —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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